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There’s an inner thing in every man,
Do you know this thing my friend?
It has withstood the blows of a million years,
And will do so to the end.

It was born when time did not exist,
And it grew up out of life,
It cut down evil’s strangling vines,
Like a slashing searing knife.

It lit fires when fires were not,
And burnt the mind of man,
Tempering leadened hearts to steel,
From the time that time began.

It wept by the waters of Babylon,
And when all men were a loss,
It screeched in writhing agony,
And it hung bleeding from the Cross.

It died in Rome by lion and sword,
And in defiant cruel array,
When the deathly word was ‘Spartacus’
Along the Appian Way.

It marched with Wat the Tyler’s poor,
And frightened lord and king,
And it was emblazoned in their deathly stare,
As e’er a living thing.

It smiled in holy innocence,
Before conquistadors of old,
So meek and tame and unaware,
Of the deathly power of gold.

It burst forth through pitiful Paris streets,
And stormed the old Bastille,
And marched upon the serpent’s head,
And crushed it ‘neath its heel.

It died in blood on Buffalo Plains,
And starved by moons of rain,
Its heart was buried in Wounded Knee,
But it will come to rise again.

It screamed aloud by Kerry lakes,
As it was knelt upon the ground,
And it died in great defiance,
As they coldly shot it down.

It is found in every light of hope,
It knows no bounds nor space
It has risen in red and black and white,
It is there in every race.

It lies in the hearts of heroes dead,
It screams in tyrants’ eyes,
It has reached the peak of mountains high,
It comes searing ‘cross the skies.

It lights the dark of this prison cell,
It thunders forth its might,
It is ‘the undauntable thought’, my friend,
That thought that says ‘I’m right!’

 

Bobby Sands, 1981.

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C’è qualcosa dentro ogni persona,
la conosci questa cosa, amico mio?
Resiste ai colpi da un milione d’anni,
e così resisterà fino alla fine.

Sorse quando il tempo ancor non c’era
e crebbe, poi, dalla vita stessa,
tagliò del male i viluppi asfissianti
come una lama che recide ardente.

Accese fuochi ove fuoco non c’era
incendiando l’animo dell’uomo,
temprò in acciaio cuori già di piombo
fin dal tempo in cui il tempo iniziò.

Pianse di Babilonia presso ai fiumi
e quando ognuno era lasso e perso,
gridò torcendosi nell’agonia,
pendette sanguinante dalla croce.

A Roma morì di leoni e di spade
bardato crudelmente per la sfida,
allor che dire “Spartaco” significava
morire in croce lungo la Via Appia.

Marciò coi derelitti di Wat Tyler
terrorizzando i signori e il re,
il suo blasone: il loro sguardo fisso
come per sempre vivi nella morte.

Sorrise con beata innocenza
dinanzi agli antichi conquistadores,
sì mite, sì mansueto ed incosciente
del mortale potere che ha l’oro.

Scoppiò per le misere vie di Parigi
spazzando via la vecchia Bastiglia,
calpestò poi la testa del serpente
schiacciandola sotto le sue calcagna.

Morì nel sangue a Buffalo Plains
crepò di fame per mesi di pioggia,
a Wounded Knee il suo cuore fu sepolto
ma ancora nascerà, risorgerà.

Gridò presso i laghi di Killarney
mentre veniva abbattuto a terra,
morì lanciando ancora la sua sfida
mentre gelidamente lo finivano.

Si trova in ogni luce di speranza,
non conosce spazio né confini,
è sorto rosso, nero, è sorto bianco,
è sorto in ogni schiatta, in ogni razza.

Sta dentro ai cuori degli eroi periti,
urla di fronte agli occhi dei tiranni,
ha asceso fino le più alte vette,
vola abbagliante attraverso i cieli.

Viene e dà luce alla prigione oscura,
la sua potenza romba come un tuono,
è il Pensiero Indomabile, amico mio,
quel Pensiero che dice: Ho ragione!

 

Bobby Sands, 1981.

 

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