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Agosto è bello starsene a casa con la città vuota nessun rompiballe in giro, magari arrivi che senti la tua solitudine farsi pesante ma è un gioco diverso ed esser soli fa molto più male in mezzo alla gente, allora sì che è doloroso e pungono le ossa e il respiro è davvero brutto, come vivere un trip scannato e troppo lungo. Ma agosto è bello starsene soli in città, prendere l’auto e girare fino a mattino spingendosi pieni di alcool verso la montagna che tutto è uno scenario disteso e silenzioso e passi col rombo dell’auto come al cinema, uscendo dal quadro un attimo dopo esservi entrato e non si rovina nulla. La via Emilia è la dorsale di questo mio agosto inquieto e torpido, selvatico e morbido. Stasera mi sono messo in macchina lasciando il Gigi a sonnecchiare, menomale che la faccenda di Bombay è morta lì. Ora non voglio muovermi, soltanto scorrazzare la notte in questa prateria. E la scommessa è venuta da sé. I bar tra Reggio e Parma, ventuno? No, trentatré.

 

Pier Vittorio Tondelli, Viaggio, in Altri libertini, Milano, Feltrinelli, 1980, pp. 85-86.

 

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