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Ci rassegnammo a commentare
e fotografar giorni scorsi
che dovevano esser futuro
e speme e voglia di conquista.
Poscia in una cartella tutto
catafottemmo e già scordammo.
Apro allora i cassetti chiusi
e ritrovo i ricordi d’altri
e che sentomi appartenere
più de’ miei: leggo versi e poemi,
leggo lettere e cartoline
spagnole e franche. Tutto mescesi
ed insieme ha significato
più de’ miei giorni, più de’ miei
ricordi. Forse un rogo, forse
un’accelerazione, un tonfo,
una detonazione e poscia
tutto tace nella perplessa
mia mente: uno stagno vuoto.

 

Lorenzo Cusimano, Debolezze, Casteldaccia (Italy), 2014.

 

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