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Ti arrabbi e cambi luna
e muovi senza pose
come i tuo’ ricci spini
e grondanti del tuo risentimento
che m’avvolgono in un abbraccio stretto
e voluttuario. Tagli le mie vene
e sputi sul mio sangue
ch’è ancora caldo e pulsa
del mio amore per te.
Travasi il tuo rimpianto
nella mia milza infranta
e ignara, che corregge
ogni umore e ti regge comprensione.
Sì, sopportarti per sopravvivere
è il mio gesto d’amore.

 

Lorenzo Cusimano, Debolezze, Casteldaccia (Italy), 2014.

 

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