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Ho visto il cielo soffocare
e l’oculi cisposi e gonfi
gridare e stringere tra i denti
il dolore e il fastidio ultimo.
Sul viso lo scirro e il nebulo
nero e imbarcato di disprezzo
forse certo, senza giudizio.

Ed è la caligine densa
della morte che sopraggiunge
a ricoprir l’azzurro antico.
Negli ultimi momenti fermi
il prudere è al senno che s’estende
e s’arrende all’epilettico
accesso e al grattarsi e scrollarsi
impazzito e morente, il cielo,
sul lime afoso dei palazzi
infernali e malinquinanti.

L’ora è tarda nel suo finale
alito, la brezza che giunge
viva nel respiro fatale.
Non più luce da oriente, sol parvenze.

4 messidoro dell’anno CCXV

 

Lorenzo Cusimano, Finzioni, Casteldaccia (Italy), 2011.

Leggi anche: Ho visto il fermo soffocare

 

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2011 (7)