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Sotto le furie del malato vento
e nella sera dei fulmini il lamento
si disegna e poi subito scompare
il destino di questo mondo triste,

occultato da ipocrisie miste
che la fine non vogliono accettare.
E brillano le stelle nei cartoni
tragici, nelle facce e nei suoni

ch’io sento. Ricordi come aquiloni
per cercar di dar via le delusioni
delle speranze di cambiare senso
al mondo che ha perso la natura;

Spetterà ai posteri la vita dura,
distrutto avendo senza il lor consenso,
togliendo aria alla loro mala vita,
dal nostro vivere bene tradita.

 

Lorenzo Cusimano, A quel cielo che non si vede più, Casteldaccia (Italy), 2002-2003.

 

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