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Non s’ode più nulla,
solo qualche auto pesta
le peci delle vie cittadine,
le luci dei miei palazzi
son tutte spente.

Il nero buio ha avvolto ormai tutto.
Non scorge nessuna luna,
il cielo è cupo e
le fronde dei cipressi
non si muovon più di tanto.

Da poco lontano,
le fiamme continue del cimitero
ballano ai passi del vento.
Il vento sembra rincorrere
il tempo e divertirsi.

Risuonano in parte
i ticchettii dell’orologio,
segna ore, minuti, e condanne;
e sul soffitto ragni dormienti
brutti d’aspetto.

Che si dorma la notte,
per chi può,
sia riflessione per gli afflitti
e patria per i pervertiti.

 

Lorenzo Cusimano, Eterno Ideale, Casteldaccia (Italy), 1999-2002.

 

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